Last update:
1 giugno
2003

 
 

 
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MONTICELLO

La Pro Loco Ponte è apertamente schierata a difesa del nostro unico e ormai affezionato colle che è minacciato da anni, e ultimamente in maniera sempre più insistente, da un possibile utilizzo come cava!


Cenni Storici
 

Come tutte le alture inserite in un territorio pianeggiante e originariamente paludoso, il Monticello ebbe un ruolo importante nell'antropizzazione della zona. Questo colle ha una storia molto affascinante ed è essenziale conoscere il significato del nome. Sappiamo che le alture che hanno la caratteristica di avere la radice del nome "mont" (che deriva dall'antico tedesco) possiedono una fortificazione sulla sommità; anche a Monticello di Barbarano, come in altre località tipo Montecchio Maggiore, Montagnana, Montegalda, fu innalzata una torre di difesa.

L'importanza del luogo è quindi testimoniata dalle numerose fortificazioni, adattate poi ad altri usi o addirittura demolite. Un esempio è la colombara merlata di Donadello, alle pendici del colle verso Ponte di Mossano, che rivela chiaramente la sua originale funzione di torre di vedetta. Questa importante costruzione, nel corso dei secoli, è stata utilizzata in diversi modi. Originariamente serviva da difesa, ma quando il territorio di Vicenza fu conquistato dalla repubblica di Venezia, il Doge fece abbattere o trasformare tutte le fortificazioni che potevano insidiare il suo potere. La vecchia torre fu quindi chiusa e divenne una piccionaia. E' per questo che viene chiamata «la colombara». Oggi è una dimora che ha subito un'ulteriore ristrutturazione.

 Stupisce molto, poi, osservando alcune mappe dei '700 custodite nell'archivio di Vicenza, la presenza di quattro chiesette. Verso nord, vicino alla colombara di Donadello, si trovava quella dedicata a Santa Eurosia, martire per opera dei Turchi, particolarmente venerata dai Longobardi nella prima metà del secolo VIII. Ora non rimane nulla di questa chiesa se non il fossato che scorre vicino e conserva il nome Fossa Rosa.

Di fronte alla colombara recentemente è avvenuto un importante ritrovamento archeologico: in mezzo ai campi è stato trovato materiale di origine romana, in particolare un gladio forse appartenuto ad un soldato accampato proprio alle pendici del monte.

Un'altra chiesetta, dedicata ai Santi Leonzio e Carpofaro, protomartiri romani compatroni della Cattedrale di Vicenza, è stata abbattuta nel secolo scorso. C'era poi una chiesa dedicata a Santa Maria Vergine ed una a Santa Colombara, vergine martire anch'essa cara ai Longobardi e alla cultura benedettina. Ben quattro antiche costruzioni religiose, dunque, in uno spazio così limitato. Grazie a testimonianze di uno studioso del territorio vicentino, il Maccà, siamo venuti a conoscenza che in alcune di queste chiese, pur mal ridotte, nel secolo scorso si celebravano i sacramenti. Erano quindi, in pratica, le uniche chiese della zona.

Sempre in quelle mappe abbiamo riscontrato la presenza di un piccolo palazzo situato accanto ad una torre, proprietà dei conti Traverso. Dentro al borgo di Monticello possiamo invece osservare il portale con particolari architettonici del cinquecento, soprattutto sugli elementi a cornice (bugne) che servono ad ornare i palazzi. Vicino al portale sorgeva una fontana che ora è stata totalmente coperta, forse perché l'uomo non desidera ricordare il passato. La borgata aveva anche un'osteria con alloggio, in un antico edificio che conserva a tutt'oggi il suo fascino.

La Vegetazione

Il Monticello di Barbarano si presenta come un'oasi floristica assai interessante. Sul piccolo colle che si eleva isolato nella stretta striscia di pianura tra i monti Euganei e Berici si sono formate associazioni vegetali diversificate, composte da specie provenienti da ambienti diversi, così che ne risulta una flora varia ed eterogenea. A Monticello si possono individuare zone con associazioni diverse, ma strettamente interagenti e perciò prive di una fisionomia propria. Numerose entità floristiche rispecchiano l'attività agricola della piana circostante, rappresentata sul colle da vigneti e prati sfalciati. Si tratta di specie che prediligono suoli concimati e che troviamo tipicamente in stazioni antropizzate ad accompagnare i coltivi. Ma è stato trovato anche un nutrito gruppo di specie tipiche degli incolti, di suoli degradati, poveri, e, nel caso specifico, anche aridi. Alcuni gruppi si trovano comunemente anche nella pianura circostante.  

La formazione forse più interessante è localizzata sul versante più ripido del colle, meno influenzato dall'azione dell'uomo: si tratta di una fascia discontinua ad arbusti. Tale arbusteto rappresenta un tentativo di ricolonizzazione del territorio, primo passo verso il ripristino di un manto forestale costituito da specie autoctone. La composizione specifica è disturbata dalla presenza dell'ailanto (Ailanthus altiSsima), albero infestante originario della Cina, estraneo al nostro paesaggio.  

Sempre in questa zona vi sono specie erbacee poco comuni, interessanti anche quali componenti di associazioni termofile, e come tali legate alle vicissitudini climatiche della zona: possono essere considerati relitti di un tempo in cui il clima era più caldo.

Sono state individuate anche due specie di orchidee distribuite in piccoli gruppi, com'è tipico di questa famiglia: Orchis morioo giglio caprino e Ophrys sphaecodes o orchidea bruno verde. Le orchidee non sono più fiori molto comuni e sono tra le prime specie a scomparire quando l'ambiente viene modificato. Considerata la particolarità della flora è auspicabile la tutela e la conservazione del Monticello, per impedirne l'ulteriore degrado se non addirittura la scomparsa. Un passo importante in questa direzione potrebbe essere il divieto di transito sul colle a motocicli e auto, che causano costipamento del suolo e danni diretti al cotico erboso.

Logicamente una cava distruggerebbe tutto!!!


Geologia 

Monticello è costituito in gran parte da roccia calcarea chiamata anche scaglia rossa. La scaglia rossa è di colore roseo o biancastro fittamente stratificata in spessori da pochi centimetri ad una decina. Nella parete della ex cava posta sull'estremo versante meridionale compare un filone di roccia basaltica verticale dello spessore di 2 m insinuatasi nei calcari durante il terziario. Questa parte è fratturata. I depositi alluvionali sono costituiti in prevalenza da terre fini, limo-argillose, appartenenti ai depositi quaternari del Brenta-Bacchiglione che hanno dato origine alla pianura alluvionale che delimita il rilievo collinare. Localmente possono essere intercalati livelli sabbiosi e torbosi.  

Le Oasi XEROTERMICHE

Grazie al!e ricerche compiute nell'arco prealpino sono state individuate una decina di cosiddette oasi xerotermiche, ossia zone dotate di fauna di Invertebrati caratteristica di clima più caldi. L'areale di distribuzione di queste specie comprende le regioni meridionali e si interrompe nella pianura padana per riemergere con poche isolate stazioni a ridosso delle Alpi. L'origine di questa particolare distribuzione non è ancora chiara: si ipotizza che, in epoche remote, tali specie occupassero un' area più vasta per poi ridursi a poche isole per il raffreddamento del clima.

 Due di queste isole faunistiche sono state individuate nella nostra provincia: una nella base del versante meridionale del Monte Summano, l'altra nella fascia meridionale dei Colii Berici, tra gli Euganei e Lonigo. E' stato riscontrato che il fenomeno di mediterraneismo si attenua a partire dai colli Euganei verso ovest: risulta pertanto evidente che la maggior concentrazione di specie termofile (cioè tipica delle zone calde) esiste sul Monticello di Barbarano e sul colle di Albettone, Negli articoli di silvano Bondi che riassumono i risultati delle ricerche, pubblicati tra il 1959 e il 1969, sono elencate ben 20 specie appartenenti a vari gruppi di invertebrati raccolte sul Monticello. Di queste, alcune sono state raccolte solo sulla collina in questione, tra tutte le oasi xerotermiche prealpine.

Conclusioni: il Monticello rimane, per alcune delle citate specie di invertebrati, l'ultimo rifugio presente nella nostra zona.

Riassumendo


Il Monticello di Ponte di Barbarano è un tipico colle costituito essenzialmente da rocce di origine sedimentaria marina, anche se non mancano affioramenti di rocce eruttive. Sono presenti specie vegetali molto diversificate. Vede una vegetazione composta da macchie arbustive, prati incolti, elementi legati all'attività dell'uomo.
  Vi possiamo trovare le orchidee, rappresentate dal Giglio caprino e dal Fior ragno; il cardo rosso, il gladiolo delle messi, il geranio dei Berici, l'asparago dei Berici, il ciliegio canino, l'albero di Giuda, la sanguinella, il biancospino, la rosa di macchia, l'esotico Ailanto e altre componenti flogistiche.
 

Alla base del rilievo sgorgavano sorgenti termominerali, ora però quasi totalmente estinte.  

Una delle tante case ai piedi del colle.

Il papilio machaon

Orchidea

 La località di Monticello rappresenta sicuramente uno dei più antichi nuclei abitati del Comune di Barbarano Vicentino, come testimoniano documenti storici in cui vi si parla di alcuni edifici, tra cui un oratorio e una chiesa (oggi completamente distrutti). Vi sorgevano, infatti, la Chiesa dedicata ai Santi Leonzio e Carpoforo e quella, ancor più antica sulla sommità della collina, dedicata alla Santa Vergine Annunziata. Attualmente, giungendo in borgata Monticello, vi si possono vedere Villa Ghiotto e Villa Pedrina.