Last update:
1 giugno
2003

 
 

 
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VILLE

Villa Pedrina-Rigon

All’inizio di via Crispi, presso il ponte sul canale Bisatto, vi accoglie villa Sangiantofetti-Arnaldi, oggi villa Pedrina-Rigon.
La villa è il risultato di una serie di ristrutturazioni e di ampliamenti di un edificio che nel XVI secolo era una delle tante case della famiglia Traverso. Passò poi alla famiglia di provenienza veneziana Molin.  

Osservando la villa si avverte subito che essa risente di due tempi: il pianterreno della seconda metà del Cinquecento, il piano superiore del secolo successivo.  
L’interno della villa è impreziosito dal salone centrale con il soffitto a travatura, arricchite da decorazioni pittoriche cinquecentesche.
Il giardino esterno era ornato un tempo da statue e concluso da una peschiera.
L’intera villa passò nel 1776 al nobile Benedetto Tofetti o Sangiantofetti (ricordato dalla ogni anno nel mese di luglio con la Rievocazione Storica). Nel XIX secolo la villa passò a Bartolomeo Breganzato e, per via ereditaria, ai Pedrina e agli attuali proprietari, la famiglia Rigon.  

All’interno della proprietà si trova la chiesa del Redentore, probabilmente costruita dopo il 1665 su committenza del nobile Francesco Molin. L’arredo scultoreo esterno della chiesa è relativamente ricco, rispetto alle dimensioni dell’edificio. L’interno è ad unica navata;
sopra il bellissimo altare tre statue e, ai lati, due eleganti porte, a conferma della raffinatezza del committente e della sua cultura lagunare.
Da notare, dietro l’altare, una statua della Vergine di pregevole esecuzione settecentesca.  

La chiesa accoglie da sempre il corpo del martire San Valentino, patrono degli innamorati: lo scenario ideale in cui si svolge la premiazione del concorso internazionale di poesia indetto dalla pro loco.



 

Villa Testa-Sinigaglia



In contrà Rampezzana sorge questa villa, detta anche Ca’ Barziza. Costruita verso la metà del XVII sec. Dal nobiluomo Giovanni Maria Marchesini l’edificio presenta la sua ricchezza nella facciata a mezzogiorno, offrendo una notevole, quanto inaspettata, scenografia barocca.  
Nel timpano una meridiana e, a conclusione del fastigio triangolare, tre figure femminili: quella al vertice stringe al seno un bambino, allegoria della Carità; quella a destra si posa su quanto rimane di un’ancora, allegoria della Speranza; quella di sinistra aggrappata alla parte bassa dell’asta di una croce ora perduta, allegoria della Fede.
Davanti alla villa l’ampio “selese” con la sua pavimentazione a quadrati di cotto: uno dei pochi della zona sopravissuti in relativa integrità. Ai lati le barchesse con la loro funzione di deposito per attrezzi agricoli, stalla, scuderia, terminano con le “colombare”.

Annesso alla villa vi è l’oratorio dei santi Cristoforo e Antonio da Padova costruito nel 1661 e benedetto il 12 giugno 1662. Sulla sommità della facciata tre statue: il Redentore, S. Antonio e S. Cristoforo.

L’altare, che colpisce per la sua magnificenza e monumentalità, è una sostituzione fatta nel 1664 “per interessamento di Fabiano, canonico regolare”, come riportato dall’iscrizione su marmo nero posta sopra l’altare stesso. Al centro dell’altare una grande tela del 1661 o 1664 rappresenta la Vergine con il bambino che guarda benevolmente verso un enorme S. Cristoforo, accanto al quale sta S. Antonio. Nella bacheca sopra la mensa dell’altare giace il corpo si San Cesario.  

 

Villa Meggiolaro

Situata a Ponte di Barbarano lungo la Riviera Berica risale probabilmente, per la presenza di elementi gotici all’interno e sulla facciata posteriore, alla metà del XVII sec. ed era proprietà dei conti Bissari ivi compreso l’oratorio di Santa Maria Maddalena demolito però nel 1802.

Notevoli, purtroppo, sono stati i cambiamenti successivi. L’edificio conserva alcuni ovali dipinti forse da Costantino Pasqualotto.  

  

Villa Bogoni

Costruita nella seconda metà del XVIII secolo ha attualmente il suo fianco est sulla statale della Riviera Berica. Nelle sue forme attuali è sorta dalle modifiche di una casa a due piani già esistente nel 1687.  

    

Villa Traverso Pedrina



Ai piedi del colle di Monticello ecco villa Pedrina, appartenente anticamente alla famiglia dei Traversi.
 La proprietà e l’edificio, nominati per la prima volta nel 1544, mostrano l’impronta quattrocentesca; forse l’edificio ospitò nei secoli scorsi una comunità conventuale di monaci.  
Un’interessante struttura esterna, connessa alla villa e che un po’ disturba la bella finestra settecentesca, è una specie di torretta cilindrica in mattoni, forse il “servizio” della camera da letto o la colombara.
Su sette pilastri si allunga la barchessa, oggi completamente restaurata, adibita un tempo a stalla e ad uso dei domestici, come dimostra la modesta casetta che sorge a pochi metri.
Alcune leggende, non confortate da documenti storici, tramandano che le cantine di questa casa fossero parte di una rete di camminamenti nascosti e protetti collegati con altri luoghi ed edifici vicini.
Davanti alla facciata meridionale, adiacente alla via pubblica, vi era una sorgente di acqua termale, oggi prosciugata. Sarà una delle tappe se sceglierete di fare in bicicletta il sentiero delle fontane, il n° 77.

  

Villa Ghiotto a Monticello



Sempre a ridosso del rialzo del ponticello, villa Ghiotto era anch’essa proprietà della famiglia Traverso. Attualmente la villa giace molto appartata, quasi nascosta da due strutture moderne, la prima delle quali è una grande e bella residenza ottocentesca. Sulla villa originale, edificata in età gotica, vennero a più riprese eseguiti interventi tardo quattrocenteschi.   La loggia costituisce l’elemento caratterizzante di tutta la villa, a cominciare dalla sua inusuale collocazione all’estremità sinistra della facciata. 

Nella denuncia d’estimo del 1544 viene descritta come una “casa con teza da coppo, in Montichiello, con cortivo, orto e brolo et prati et campi”

  

Convento di San Pancrazio

Il promontorio di San Pancrazio, alto 85 metri, ospita il convento dei frati francescani. Dono del cinquecento della comunità di Barabarano ai frati minori Amedeiti, vi fu ospite anche il venerabile padre Antonio Pagani che ora riposa all’interno della chiesa.  

Lungo i secoli il convento venne anche soppresso due volte.  

Da visitare la chiesa e il chiostro rinascimentale con il cinquecentesco pozzo. L’ubicazione del convento fa sì che esso sia un luogo di tranquillità e relax per i pellegrini che qui vengono per gli esercizi spirituali o per accostarsi alle confessioni.